About TPF

Il Third-Party Funding (TPF) è un meccanismo di finanziamento del contenzioso.

Attraverso un accordo, un finanziatore assume su di sé tutti i costi che il creditore deve sostenere per far valere giudizialmente un proprio diritto. Il finanziatore riceve in cambio una parte (a volte calcolata in percentuale) delle somme incassate all’eventuale esito positivo del giudizio.

Si tratta di un meccanismo, ormai ampiamente diffuso nelle giurisdizioni anglosassoni e che sta riscontrando sempre maggior successo nelle giurisdizioni di civil law, che consente ad una parte, che non può o non vuole sostenere i costi del contenzioso, di poter affrontare il giudizio senza sopportare alcun costo, compresi i rischi di soccombenza.

Sono finanziabili tutti i tipi di cause ma l’attenzione dei finanziatori si concentra, di solito, sulle controversie che comportano alti costi di lite (ad es. arbitrati, cause all’estero etc.).

È anche possibile, nelle cause seriali, raggruppare diversi soggetti che hanno lo stesso tipo di pretesa in modo da raggiungere una “massa critica” che posa interessare un fondo.

Contrariamente a quanto sembrerebbe suggerire il nome, il TPF non è un vero e proprio finanziamento: in caso di insuccesso non vi è infatti alcun obbligo di restituzione delle somme erogate dal finanziatore.

Nel TPF il finanziatore, pur avendo interesse al buon esito della lite, non acquista il credito contenzioso, non sostituisce il creditore nel contenzioso, né diviene una parte processuale.

Scegliendo di finanziare il contenzioso, il finanziatore scommette, a proprio rischio e pericolo, sulla possibilità di ottenere, in caso di vittoria, la quota di proventi concordata con il soggetto finanziato.

Il Centro Studi analizza il fenomeno del TPF e le sue implicazioni giuridiche ed economiche.

Procedura di finanziamento 

Il finanziatore che riceve una proposta di finanziamento valuta la meritevolezza della pretesa e la solvibiltà del debitore.

Se la verifica da parte del finanziatore ha esito positivo, vengono negoziate le condizioni economiche dell’accordo di finanziamento (il c.d. Litigation Funding Agreement o LFA).

Le forme di remunerazione del finanziatore sono molto varie. La prassi indica due sistemi principali di remunerazione:

  • una percentuale del ricavo (che si aggira di solito tra il 30 e il 40%);
  • un multiplo dell’importo speso (di solito tre o quattro volte).

L’LFA regola, di solito, anche i seguenti aspetti:

  • l’identificazione delle spese finanziate (costi di Consulenza Tecnica, spese di soccombenza, costi per l’esecuzione della decisione etc.);
  • la gestione della lite, compresa la scelta dei legali e la strategia difensiva;
  • l’eventuale transazione;
  • la facoltà del finanziatore di interrompere il finanziamento se ritiene che non vi siano più chance di successo.